Strategia di politica monetaria della FED e della BCE: è ora di cambiare |
16948
post-template-default,single,single-post,postid-16948,single-format-standard,bridge-core-2.1.6,cookies-not-set,tribe-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,no_animation_on_touch,qode_grid_1300,side_area_uncovered_from_content,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-20.3,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.1,vc_responsive

Strategia di politica monetaria della FED e della BCE: è ora di cambiare

Strategia di politica monetaria della FED e della BCE: è ora di cambiare

A partire dal secondo semestre del 2019, le principali banche centrali del mondo hanno cominciato a valutare una revisione delle proprie strategie di politica monetaria. La diffusione della pandemia a inizio 2020 ha causato una forte contrazione della crescita economica ed un drammatico aumento della disoccupazione, determinando così una accelerazione al processo già in atto.

Figura 1. Federal Reserve Building in Washington, fonte: Kslnewsradio.com

Lo scorso mese di agosto, durante la giornata inaugurale del simposio annuale di Jackson Hole organizzato dalla Federal Reserve di Kansas City, il Presidente della FED, Jerome Powell, ha annunciato il completamento del processo di revisione della strategia di politica monetaria, avviato a novembre 2018. La FED ha annunciato importanti novità, in particolare per quanto riguarda l’obiettivo di inflazione, adottando un “Flexible Inflation Average Targeting (FIAT)” in base al quale a seguito di periodi che hanno presentato un tasso di inflazione inferiore all’obiettivo del 2%, potranno essere accettati temporaneamente tassi superiori di poco a questo benchmark. Inoltre, non saranno adottate politiche restrittive nel caso in cui il livello di occupazione sia a livello inferiore rispetto a quello di pieno impiego. Tale cambiamento non riguarda gli obiettivi chiave della stabilità dei prezzi e dell’occupazione stabiliti nel Federal Reserve Act piuttosto la loro definizione e quantificazione.

Per quanto riguarda la stabilità dei prezzi, l’obiettivo di inflazione media è finalizzato al mantenimento delle aspettative intorno al 2%, onde evitare che si presentino spirali deflattive.

Riguardo l’obiettivo di massima occupazione, senza indicare un livello preciso, è stato dichiarato che la FED avrebbe reagito non più ad una qualsiasi deviazione dalla massima occupazione, ma solo in caso di “shortfalls of unemployment”, convinti che “a robust job market can be sustained without causing an outbreak of inflation”.[1]

È stato inoltre ribadito che il perseguimento degli obiettivi di inflazione e disoccupazione dipende da un sistema finanziario stabile; in tal senso le decisioni del FOMC (i.e. Federal Open Market Committee), l’organismo della Federal Reserve incaricato di regolare la politica monetaria determinando il livello dei tassi di interesse, dipenderanno quindi non solo dagli obiettivi di medio-lungo periodo ma anche da una attenta valutazione dei rischi provenienti dal settore finanziario. La revisione, approvata all’unanimità dal FOMC, si è resa necessaria a seguito di diversi cambiamenti nel sistema economico che si sono realizzati nel corso di questi ultimi anni: tali modifiche riguardano la riduzione del tasso di crescita potenziale, il cambio del tasso di interesse reale di equilibrio e del tasso naturale di disoccupazione; non di minore importanza infine l’appiattimento della Curva di Phillips, la quale postula una relazione inversa tra tasso di inflazione e tasso di disoccupazione e quindi la possibilità di controllare i due tassi tramite politiche espansive o restrittive, evidenziato dalla continua assenza di spirali inflazionistiche nonostante la solida crescita del mercato del lavoro, che ha per molto tempo operato a livelli prossimi al pieno impiego.

La nuova impostazione della politica monetaria della FED dovrebbe essere quindi più espansiva ed orientata maggiormente al raggiungimento del pieno impiego, in linea con la dichiarazione di Powell riguardo al ruolo determinante che la politica monetaria deve avere per combattere le disuguaglianze sociali, permettendo anche alle fasce più basse di reddito di beneficiare di migliori condizioni retributive. Inoltre, la vittoria del candidato Democratico alle presidenziali degli Sati Uniti Joe Biden, considerando i punti programmatici da esso supportati, potrebbe determinare una revisione parziale degli obiettivi della FED. La reazione dei mercati alle dichiarazioni di Powell è stata abbastanza “flat”, considerando che gli stessi avevano già scontato le parole utilizzate dal Vicepresidente della FED Richard Clarida, che definiva tale strategia una “evoluzione” piuttosto che una “rivoluzione”.

Figura 2. Curva dei rendimenti USA dopo l’annuncio, fonte: ilsole24ore

La pandemia non preventivata nel momento in cui si è deciso di procedere ad una revisione, può offrire la possibilità di mettere in atto il nuovo approccio, con l’intento di risolvere i numerosi problemi che si sono venuti a creare, in particolare l’enorme output gap dato dal crollo del PIL e l’elevata disoccupazione, la quale dopo aver toccato minimi storici è schizzata verso l’alto velocemente per poi scendere solo parzialmente nel corso degli ultimi mesi. In prospettiva occorrerà inoltre far fronte alla crescita preoccupante del debito, necessario per l’attuazione di politiche economiche anticicliche finalizzate al superamento della crisi attuale. Da ultimo il raggiungimento dello Zero Lower Bound, un problema che si presenta nel momento in cui in una situazione di profonda incertezza i tassi di interesse nominali a breve termine sono già prossimi allo zero, causando la Trappola della Liquidità , situazione ipotizzata per la prima volta da Keynes nella quale le aspettative degli agenti economici sono fortemente negative e con tassi di interesse già vicini allo zero la politica monetaria non riesce a sostenere la domanda aggregata, limitando fortemente la capacità di stimolo da parte della banca centrale.

Figura 3. Trappola della liquidità, fonte: okpedia.it

La riformulazione della strategia di politica monetaria riguarda anche la Banca Centrale Europea; come dichiarato da Christine Lagarde: “Nella situazione attuale di bassa inflazione, le preoccupazioni sono diverse e questo deve riflettersi nel nostro obiettivo d’inflazione”. Tale riesame, riguarderà non solo la stabilità dei prezzi ma anche altre variabili come la stabilità finanziaria e la sostenibilità ambientale. Rispetto alle strategie di politica monetaria adottate nel 1998 e perfezionate nel 2003, anche nell’area dell’euro il cambiamento è reso necessario da diversi fattori quali il calo della crescita potenziale causato da una forte riduzione della produttività, l’invecchiamento demografico e l’eredità della crisi finanziaria che ha compresso i tassi portandoli a livelli nominali prossimi allo zero. Le enormi sfide come la sostenibilità, la digitalizzazione, la globalizzazione e l’evoluzione delle strutture finanziarie hanno mutato l’ambiente in cui la politica monetaria opera e le dinamiche stesse dell’inflazione, rendendo inevitabile da parte del consiglio direttivo della BCE una revisione della propria strategia, in linea comunque con gli obiettivi stabiliti nel trattato. Sono infine in corso riflessioni in seno sia alla Fed sia alla BCE in relazione all’introduzione di una strategia di Yield Curve Control, ovvero una strategia con la quale la banca centrale fissa degli obbiettivi di rendimento massimo sulle scadenze principali della curva dei titoli governativi, in linea con quanto fatto dalla Bank of Japan. In particolare, la BoJ qualora i tassi tendano a salire oltre questo obbiettivo, pari ad esempio allo 0,10% per il titolo decennale, interviene direttamente sul mercato acquistando i titoli per mantenerne il rendimento al di sotto dell’obbiettivo prefissato.

Tale scenario di politica monetaria, si inserisce all’interno di un più complesso ed ampio scenario macroeconomico, volto a realizzare una maggiore integrazione tra i Paesi dell’Unione Europea. Un primo passo verso tale cambiamento è rappresentato dall’emissione di titoli di debito garantiti a livello europeo, nell’ambito dei programmi di sostegno alle economie maggiormente colpite dalla crisi.

Federico Guerra

 

https://www.federalreserve.gov/newsevents/speech/powell20200827a.htm

https://www.federalreserve.gov/newsevents/pressreleases/monetary20181115a.htm

https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2020-08-28/the-federal-reserve-s-new-strategy-comes-with-major-risks

https://www.clevelandfed.org/en/newsroom-and-events/speeches/sp-20201021-federal-reserves-new-monetary-policy-strategy.aspx

https://www.ilsole24ore.com/art/svolta-fed-l-obiettivo-ora-e-un-inflazione-media-2percento-ADHPAQl?refresh_ce=1

https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2020/html/ecb.pr200123~3b8d9fc08d.it.html

https://www.ecb.europa.eu/explainers/topic/monetary-policy/html/index.it.html

https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/86/politica-monetaria-europea

 

[1] https://www.federalreserve.gov/newsevents/pressreleases/monetary20181115a.htm

 

 

Alessandra Giancola
alessandra.giancola@studenti.luiss.it