INTERVISTA A ROBERTO SAMBUCO | Luiss Finance Club
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INTERVISTA A ROBERTO SAMBUCO

INTERVISTA A ROBERTO SAMBUCO

 

Parametri chiari, responsabilità e virtù per far ripartire il paese

Roberto Sambuco, una carriera nel pubblico e nel privato per capire le chiavi della rinascita economica del Paese. Partner di Vitale&Co, già Capo Dipartimento per le Comunicazioni per il Ministero dello sviluppo economico, Top 10 bankers d’Italia nel 2020, collegamento tra fondi d’investimento stranieri e il Governo italiano.

Si riflette da tempo su un’eventuale rivalutazione del ruolo dello Stato in economia, lei pensa che la crisi attuale abbia accelerato il dibattito?

Ritengo personalmente che l’era delle ideologie appartenga al passato. Tanto maggiore lo stato di eccezionalità poi, come oggi, quanto più bisogna essere pragmatici e creativi al contempo. Liberandosi delle zavorre dei pregiudizi per tornare a guardare la realtà ed i relativi bisogni. La necessità dell’intervento dello Stato in determinati settori è indiscutibile, ma allo stesso tempo non bisogna scordare le virtù di ottimizzazione del mercato. Noto nell’ultimo periodo un accentuarsi del supporto statale alla crescita del paese, in particolare attraverso Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Notizia che a certe condizioni può essere positiva ma solo se è affiancata, di volta in volta, da un’attenta valutazione sulla necessità di intervenire o meno. Lo Stato dovrebbe sempre agire per sottrazione rivelando ogni volta che si attiva, quanto debba essere prezioso e attento il suo intervento. Insomma, non va fatto a prescindere. Non dobbiamo rischiare, come ha detto giustamente il Commissario europeo Gentiloni, di far tornare in auge forme striscianti di autarchia. È giusto ritrovare un rapporto costruttivo tra le forze in gioco che porti ad un sano equilibrio per una crescita comune.

Lei ha lavorato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in Wind, per un periodo è stato a capo del Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo economico ed infine è tornato nel privato. Conosce molto bene quindi entrambi i mondi, come pensa debbano dialogare tra loro?

È vero, ho avuto la fortuna di lavorare in tutti e due gli ambienti. Questo mi ha portato a valutarne pregi e difetti. Penso che il segreto sia avere regole chiare. Riprendendo il discorso di prima ritengo si debba procedere sempre secondo il principio di sussidiarietà: lo Stato interviene laddove il privato non riesce. Ma a due condizioni: che ci sia un interesse generale da tutelare e, che nella situazioni straordinarie come questa derivante dalla pandemia, si standardizzi l’intervento statale e che debba risultare chiara la sua natura temporanea ed eccezionale. È evidente che sia lo Stato a dettare le regole del rapporto, ma deve essere capace di regolare il suo stesso agire. Prendiamo ad esempio lo strumento del golden power, vi sono stati sviluppi recentemente, anche per tutelare i settori strategici del paese da supposte ingerenze straniere, ma la definizione di “settore strategico” rischia di essere troppo vaga e si ha la tendenza ad intervenire su tutto. È un errore. In questo penso che la nostra classe dirigente debba essere lungimirante. Un intervento esagerato minerebbe la nostra credibilità internazionale.

Recentemente uno dei fondi di investimento più importanti del mondo, KKR, ha fatto il suo ingresso in FiberCop, rilevandone il 37,5% per una cifra pari 1,8 miliardi di euro. Essendo FiberCop legata al pubblico (è infatti stato necessario il via libera del Governo per l’entrata del fondo americano ed è attualmente in corso un dialogo anche con il fondo sovrano di Abu Dhabi), questo non è forse un indizio che, se lo Stato, magari attraverso le sue partecipate, si muove con coscienza, possiamo ancora essere meta di investitori importanti?

Questo che lei cita è un avvenimento che ho seguito con cura ed è proprio così: un intervento sano attrae gli investitori e accresce la nostra credibilità. Sono presenti settori in cui è necessario che il pubblico sia in qualche forma presente, ne sono esempio virtuoso Terna, SNAM, Italgas o Poste italiane. Però si possono anche citare Alitalia e Monte dei Paschi di Siena, che invece sono interventi sbagliati. Dobbiamo sfruttare questo momento per liberarci dell’immobilizzazione di alcuni settori e puntare ad una crescita responsabile che punti su realtà vincenti e che abbia sempre a cuore la stabilità finanziaria del paese. Non approverei azioni di governance, ma condivido le garanzie sul debito, l’obiettivo è supportare le aziende, spingendole verso la crescita attraverso ulteriori aumenti di capitale, verso il consolidamento o in operazioni di IPO. Lo Stato deve quindi aiutare le imprese ad accelerare, non evitare che si fermino. Veniamo da vent’anni senza crescita, è giunto il momento di rivoluzionarie questa inerzia. E potremmo farlo solo agendo tutti insieme con uno sforzo collettivo per il bene dell’Italia.

Per concludere le chiederei un consiglio per i giovani che ci leggono. Ora che è tutto più complesso, come devono muoversi per uscirne al meglio?

Per riuscire bisogna essere coraggiosi, intraprendenti e saper osare. Io ho iniziato perché a 23 anni mentre stavo finendo la mia laurea in Scienze politiche, mi sono trovato ad una conferenza seduto accanto ad un importante parlamentare che si occupava di temi referendari oggetto della mia tesi. Dal nulla ho iniziato a parlarci e alla fine, sentita l’affinità, gli ho chiesto se potevo diventare suo assistente. Ha provato a portare avanti necessità di bilancio e io gli ho risposto che avrei collaborato gratuitamente.

Alla fine lui mi ha guardato e mi ha detto: “va bene, si inizia lunedì”. Da lì è iniziato un percorso professionale che mi ha portato spesso a voltare pagina, alla ricerca di nuovi stimoli e ogni volta avendo la voglia e la necessità di rimettermi in gioco. Per capire cose nuove, imparare, esplorare il mondo delle competenze e di altre professionalità. Mettersi in gioco e saper alzare l’asticella ogni volta credo siano i concetti chiave. Mai adagiarsi nella propria comfort zone.

Di Piergiuliano De Luigi

Matteo Turato
teoturato95@live.com