L'epidemia che ha colpito gli hedge funds | Luiss Finance Club
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L’epidemia che ha colpito gli hedge funds

L’epidemia che ha colpito gli hedge funds

La previsione delle future oscillazioni e fluttuazioni dei mercati finanziari è sempre stato considerato mestiere arduo se non impossibile. Fino ad ora i massimi esperti in materia erano considerati i gestori dei più importanti Hedge Funds di Wall Street, ritenuti i migliori money managers al mondo.

 

 Negli ultimi tempi però anche questi soggetti sembrano non avere la più minima idea di come si muoveranno i mercati nell’imminente futuro. E’ recente infatti la notizia riportata da Bloomberg secondo cui per il terzo anno consecutivo il numero degli Hedge Funds che hanno deciso di chiudere i battenti supera l’ammontare di quelli che hanno aperto.

 

Nello specifico, solo nel corso del 2018 sono 580 i fondi che hanno chiuso (rispetto alle 552 aperture), decidendo di restituire il capitale ai propri azionisti e investitori. Tale cifra costituisce un record, essendo il dato più alto degli ultimi 10 anni.

 

Guardando dietro le quinte dei fondi che hanno annunciato recentemente la chiusura ritroviamo nomi celebri e rinomati dell’alta finanza americana. Nomi come John Paulson, John Jacobson, Andy Hall, Daniel Loeb che costituivano il nocciolo dura degli Hedge Funds più importanti di Wall Street fino a poco tempo fa. Sono tutti esponenti della “vecchia scuola” degli Hedge Funds che hanno registrato enormi guadagni nel corso degli anni 90 e nei primi anni del 2000.

 

È per questo motivo che molte fonti ritengono che la causa della chiusura in serie di questi fondi sia dovuta allo sviluppo e alla sempre maggiore diffusione di nuove tecniche di trading ad alta frequenza che sfruttano algoritmi e modelli statistici sempre più sofisticati. Secondo tali fonti si tratterebbe dunque di un comune processo di “selezione naturale” all’interno del settore degli Hedge Funds.

 

Altri ritengono che tali chiusure possano essere spiegate con la particolare fase di incertezza che vivono i mercati in questo momento. Sono infatti molteplici i fattori di instabilità che condizionano le borse negli ultimi mesi: guerra commerciale USA-Cina, fine delle politiche accomodanti delle banche centrali, Brexit, tensioni interne all’UE (trattative tra Italia, Francia e Bruxelles sui rispettivi vincoli di bilancio).

 

Tra tali indicatori di instabilità ce n’è uno particolarmente importante che molti operatori del settore negli ultimi giorni hanno indicato come un possibile segno premonitore dell’imminente recessione. Nelle ultime settimane infatti il rendimento dei treasury americani a 3 anni ha superato il rendimento degli stessi titoli di stato USA a 5 anni, facendo concretizzare una vera e propria inversione della curva dei tassi.

 

Tale fenomeno si è già presentato in passato introducendo un’inversione ancora più marcata tra i tassi a 2 e 10 anni che ha puntualmente anticipato tutte le ultimi recessioni made in USA.

 

Forse è anche per questo motivo che molti dei più grandi Hedge Funds hanno deciso di chiudere proprio in questo periodo, evidentemente tali segnali meritano fiducia e questi fondi cercano di tutelarsi da un imminente inversione del trend finanziario annunciato proprio dall’inversione della curva dei tassi.

 

A cura di Fabio De Pascale

 

Fonte: https://www.bloomberg.com/amp/news/articles/2018-12-13/hedge-fund-closures-hit-3-trillion-market-as-veterans-surrender