BCE: nuovi piani e stimoli per la ripresa | LFC Finance Club
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BCE: nuovi piani e stimoli per la ripresa

BCE: nuovi piani e stimoli per la ripresa

Nella conferenza stampa del 10 Marzo scorso, a seguito della riunione del Board della BCE, il presidente Mario Draghi ha dato prova della volontà e delle capacità dell’istituto di Francoforte di poter dar atto a nuove operazioni accomodanti, volte a sostenere la ripresa e la crescita economica nell’Eurozona. La decisione ha affermato Draghi è stata presa dalla maggioranza dei membri, nonostante ci siano state delle divergenze in merito alle decisioni da attuare (Corriere della Sera). La Bce ha così dimostrato di saper e poter agire indipendentemente quando le condizioni economiche europee e mondiali mutano, anche se le critiche provengono dai banchieri tedeschi.

Il consiglio direttivo ha quindi più che sbalordito il mercato e le attese degli analisti finanziari, rispondendo altresì alla politica del “do nothing” e del “nien zu allem”; infatti il numero uno della Bce ha ribadito che se avessero dato ascolto a tali strategie di immobilismo monetario oggi ci saremmo trovati in una disastrosa deflazione, con le note conseguenze sull’economia reale, a partire dall’incremento del costo reale del debito.

L’insieme degli interventi intrapresi risultano essere la diretta conseguenza dell’indebolimento ulteriore della crescita globale e delle turbolenze finanziarie che hanno caratterizzato i mercati in questa prima parte di anno. Il pacchetto di interventi è questa volta molto variegato, comprendendo al suo interno il taglio dei tassi di interesse, l’estensione delle tipologie di titoli acquistabili, l’attuazione di nuove operazioni di rifinanziamento, definite Tltro2, con lo scopo di spingere il più possibile il credito nell’economia reale. In particolare, la Bce ha tagliato, come da attese, il tasso di deposito delle banche portando al -0,4%, con l’intento di forzare le banche a non lasciare inutilizzata la liquidità, bensì di condurla sotto forma di prestiti e mutui in nuovi investimenti che possano aiutare e stimolare la ripresa. La Bce non si è fermata qui sul taglio dei tassi, ha infatti deliberato la riduzione del tasso ufficiale di sconto sulle operazioni principali di finanziamento, portando a quota zero e abbattendo quello delle operazioni marginali al livello dello 0,25%. Inoltre, per incentivare le imprese a investire e assumere, il Consiglio Direttivo ha previsto l’acquisto di nuove tipologie di obbligazioni, come quelle corporate definite “investment grade”. E’ stato varato anche un aumento di 20 miliardi dell’importo mensile di acquisti raggiungendo così gli 80 miliardi.

La novità che più fra tutte ha stupito riguarda le nuove operazioni di finanziamento (Tltro2) che saranno strutturate in modo tale che se gli istituti di credito dimostreranno di aver trasmesso più liquidità rispetto ad una cifra di riferimento, allora la Bce applicherà un tasso negativo pari al tasso sui depositi (-0,4%) riconoscendo così un premio alle banche virtuose.

Con queste misure il board della Bce ha sicuramente voluto affrontare, con tutti i propri mezzi a disposizione, il fenomeno della deflazione cercando di raggiungere quindi nel medio-lungo termine l’obiettivo della prossimità del 2%. Le stime però sono ancora alquanto ribassiste. Infatti, l’inflazione dovrebbe rimanere nella zona negativa per molti altri mesi del 2016 e raggiungere lo sperato obiettivo solo nel 2018. L’ulteriore obiettivo, non dichiarato, è chiaramente quello di indebolire l’euro per favorire l’incremento delle esportazioni, cercando quindi di creare quel circolo virtuoso in grado di aiutare e favorire il cambiamento di un trend, ormai da troppi anni negativo. Questi effetti (più investimenti interni e maggiori esportazioni) combinatamente dovrebbero quindi comportare migliori benefici sulla crescita economica, sull’aumento dell’occupazione e sulla tanto attesa ripresa della zona euro. (Sole24Ore)

I mercati finanziari, dopo l’annuncio hanno risposto in maniera positiva anche se il momentaneo incremento di valore dei principali listini azionari è stato vanificato parzialmente dalle parole di Draghi, il quale ha affermato che arrivati a questo punto, la Bce non potrà proseguire in ulteriori tagli di tassi ma che eventualmente, se le condizioni macroeconomiche lo dovessero richiedere, potrà solo agire attraverso l’impiego di aggiuntive misure non convenzionali. Sono stati altresì sollecitati i governi nazionali nel fare di più per incentivare gli investimenti reali, anche mediante riduzioni degli oneri fiscali per le imprese. La politica monetaria, ha affermato Draghi, potrà manifestare in tutta la sua forza gli effetti desiderati, solo se accompagnata da riforme strutturali volte a incrementare la produttività e a creare nuova occupazione.

 

Di Gianluca Fioravanti

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