Verso la fine della linea Draghi: Who's next? | LFC Finance Club
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Verso la fine della linea Draghi: Who’s next?

Verso la fine della linea Draghi: Who’s next?

Poco più di un anno alla scadenza del mandato di presidenza della BCE ricoperto da Mario Draghi, che vedrà il suo termine nell’ottobre 2019. L’Italia dunque corre il grande rischio di essere esclusa dall’executive board della BCE, andando a perdere una posizione di enorme rilievo all’interno di questioni chiave in materia di politica economica e monetaria. 

Per il nostro paese sarà quindi di primaria importanza cercare di portare all’interno dell’organo esecutivo un valido sostituto, altrimenti l’Italia si vedrà assente, per la prima volta nella sua storia, all’interno del board. 

A complicare ulteriormente la situazione, la crescente preoccupazione da parte degli investitori internazionali inerente il difficile dialogo tra la BCE e le nuove forze politiche italiane. 

Queste ultime, infatti, come afferma l’economista Nick Kounis, in un articolo pubblicato da Bloomberg lo scorso 1 settembre, riguardante il possibile “shut out” italiano, potrebbero sfruttare la situazione a loro vantaggio, avanzando la scusa di non essere più validamente rappresentate all’interno dell’organo esecutivo europeo, con cui già si stanno scontrando su importanti temi quali quello della spending review e dell’immigrazione. 

Il potenziale inasprimento del già complesso dialogo tra Italia ed Europa potrebbe essere il più drastico tra quelli possibili, portando tra i vari investitori internazionali un’ondata di allarmismo che inevitabilmente si riverserebbe sui mercati finanziari ed in particolar modo sui titoli di Stato italiani, andando ad accrescere lo spread tra BTP e Bund, che già a partire dal maggio scorso ha ripreso ad aumentare con un andamento altalenante, raggiungendo quota 290 basis points. 

Nonostante ciò, le probabilità per una possibile Italexit sono comunque molto basse, dal momento che l’esecutivo gialloverde ha rassicurato più volte – specialmente negli ultimi mesi – gli investitori sulla questione, affermando che non c’è alcuna volontà da parte del governo di uscire dalla moneta unica.  

Tuttavia, sussiste una remota possibilità per l’Italia di rimanere all’interno dell’organo esecutivo: qualora infatti a prendere il posto dell’attuale presidente Mario Draghi sia uno dei membri appartenenti all’Executive Board, si prospetterebbe l’auspicabile scenario in cui un altro italiano possa entrare a far parte del Comitato stesso. Tra i candidati a succedere alla presidenza, provenienti direttamente dall’Executive Board, sono in lista la tedesca Sabine Lautenschläger, ed il francese Benoît Cœuré, che comunque rimangono due scelte marginali rispetto alla possibile rosa di candidati. 

Inoltre, nel maggio 2019 scadrà il mandato di Peter Praet, anche lui membro dell’organo esecutivo, a cui potrebbe sostituirsi un nuovo componente italiano all’interno del comitato, circostanza comunque molto rara dal momento che vi sarebbe temporaneamente la sovrapposizione all’interno dell’Executive Board di due membri provenienti dal Bel Paese.

 

Accanto a Benoît Cœuré, nella rosa dei candidati compaiono altri due francesi.  

Il primo, nonché più probabile successore all’attuale presidente BCE, è Francois Villeroy de Galhau, che dopo essere stato Ministro delle Finanze francese nel periodo 1990-1993, è stato successivamente eletto governatore della Banca di Francia dal novembre 2015. Fa inoltre parte del Consiglio esecutivo BCE, in cui più volte ha dimostrato di condividere la linea di pensiero del “Whatever it takes” espressa da M. Draghi.  

Il secondo candidato francese è l’attuale Managing Director del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde. Una delle possibilità che si prospetta in tale circostanza sarebbe dunque quella di uno scambio di ruoli tra l’attuale presidente, che andrebbe a rivestire la carica della Lagarde nel FMI, e quest’ultima, che invece diventerebbe la prima donna a dirigere la Banca Centrale Europea.  

Diametralmente opposto è il risultato del sondaggio pubblicato da Bloomberg lo scorso 29 agosto, dal titolo ” Who Will Be the Next ECB President?”. Ad occupare il vertice dell’eurotower sarebbe infatti non un francese, bensì il finlandese Erkki Liikanen che, a partire dal 2004 fino a luglio 2018, ha rivestito la carica di governatore della Banca di Finlandia. Liikanen ha guadagnato la fiducia della BCE soprattutto per il lavoro svolto durante il 2012 nel culmine della crisi del debito sovrano europeo, quando fu nominato a capo di un team di esperti, chiamati per la riforma della struttura del settore bancario dell’UE. 

 

 

di Edoardo Liconti

Associato LFC, attualmente in scambio ad Amsterdam

 

 

 

Fonti: 

https://www.bloomberg.com/graphics/2018-who-will-be-the-next-ecb-president/ 

https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-09-01/italy-could-be-shut-out-of-ecb-s-control-room-after-draghi-era