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Arbitraggio fiscale in Europa: 55 mld sottratti, coinvolte banche e fondi d’investimento

Pochi giorni fa ha raggiunto l’Italia un’importante notizia che già circolava tra i maggiori quotidiani europei. Si tratta di un’inchiesta giornalistica portata avanti da 16 giornali di 12 diversi paesi – per l’Italia la Repubblica – riguardante una presunta frode fiscale dell’ammontare di ca. 55 miliardi di euro imputata a diverse istituzioni finanziarie come banche – tra cui Santander, Barclays, Goldman Sachs, Bank of America, HypoVereinsbank, controllata dal gruppo Unicredit – studi legali, società di revisione e broker.   L’oggetto dell’investigazione attualmente in corso è un meccanismo finanziario messo in piedi dalle istituzioni sopracitate che ha permesso a tali soggetti, durante le attività di compravendita di azioni di società quotate immediatamente precedenti allo stacco dei dividendi, di sottrarre circa 55 miliardi di euro, tra il 2011 e il 2016, al fisco di diversi paesi europei tra cui: Germania, Italia, Francia, Danimarca e Belgio.   Secondo le norme fiscali attualmente in vigore quando una società stacca dividendi questi vengono solo in parte ricevuti dal soggetto investitore – in questo caso le banche incriminate – mentre la restante parte viene erogata allo Stato come forma di tassazione. Una volta ricevuta tale somma lo Stato emette un certificato a beneficio dell’investitore che può riscuotere la somma in questione in un secondo momento e nel rispetto di determinate condizioni.   All’interno di questo quadro fiscale le banche europee hanno costruito un meccanismo, consistente in uno scambio di azioni tramite acquisti e vendite allo scoperto tra tre diversi soggetti  – le stesse banche -, che alla fine permette loro di ricevere dallo Stato due certificati di rimborso a fronte del versamento da parte della società che stacca il dividendo dell’unica somma dovuta allo Stato come imposta.   L’inchiesta è oggi al vaglio dei magistrati tedeschi che stanno portando avanti le indagini per capire se tale pratica sia effettivamente illegale e abbia indotto i governi a pagare rimborsi fiscali non dovuti. Attualmente infatti alcuni portavoce delle banche incriminate sostengono che il meccanismo finanziario sotto accusa sia consentito e venga effettuato entro i confini di un vuoto normativo che deve essere ancora colmato con apposite regolamentazioni.   Di Fabio De Pascale Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-10-18/maxi-frode-fiscale-europa-55-miliardi-coinvolte-banche-e-fondi-d-investimento-124057.shtml?
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