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Paesi e debito pubblico, il parere delle agenzie di rating

Le agenzie di rating avevano già suonato i campanelli di allarme durante il lockdown, quando nel mese di aprile presentarono degli outlook negativi riguardo l’affidabilità dei debiti pubblici nei Paesi presi in considerazione nelle loro analisi. Inevitabilmente la crisi pandemica ha prodotto problemi strutturali in ognuno di essi ed il PIL mondiale ha subito uno shock non indifferente causato dal blocco delle attività produttive. Sulla base delle previsioni effettuate sei mesi fa, le società di rating sono a lavoro in questi giorni per eseguire dei report macroeconomici sugli Stati sovrani, analizzando in particolare la loro posizione finanziaria. Tutti i governi, infatti, si sono trovati nella situazione di emettere una gran quantità di debito per fornire supporto ai cittadini e alle imprese. In questi momenti le “sorelle del rating” ovvero Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s risultano fondamentali per dare un loro giudizio sul potenziale rischio di insolvenza di un Paese e nel valutare la capacità dello stesso di sostenere il debito promesso agli investitori. L’ipotesi di insostenibilità della spesa pubblica da parte di un governo, che si traduce quindi nell’impossibilità dello stesso di ripagare il debito sottoscritto con creditori nazionali ed esteri, rappresenta un rischio che deve essere necessariamente tenuto sotto controllo, in quanto ha dei riflessi negativi sia sui mercati azionari che su quello della moneta. Nello specifico le analisi dei tre pilastri storici, alle quali si è aggiunta più tardi DBRS, evidenziano il merito creditizio di aziende, istituzioni e Stati attraverso un punteggio attribuito ai titoli emessi da questi enti sul mercato.

Figura 1 Tabella raffigurante i credit rating assegnati dalle principali agenzie di rating. Fonte: researchgate

Nell’ambito dei report effettuati quest’anno dalle principali agenzie, il Regno Unito è stato di recente protagonista di un downgrade da parte di Moody’s. La società americana ha effettuato un ulteriore declassamento del rating britannico classificandolo come Aa3. Dal punto di vista della solvibilità il Regno Unito risulta avere un’ottima capacità di rispettare i propri impegni verso gli investitori. È evidente però che il governo britannico, impegnato in queste ore nel trovare un accordo con l’UE, non goda di un particolare momento di fiducia da parte dei mercati. C’è da sottolineare infatti che i principali movimenti azionari e valutari nel breve termine risentiranno principalmente dell’impatto che la Brexit avrà sull’economia inglese. Ed è proprio questo uno dei principali driver che ha portato Moody’s a declassare il rating. Una combinazione di produttività costantemente bassa, scarsi investimenti delle imprese e la prolungata incertezza sulle eventuali future relazioni commerciali con l’UE[1] sono fattori che incidono pesantemente sulla performance di crescita del governo secondo la società di rating. Inoltre, le imprevedibili manovre politiche introdotte, in particolar modo quella fiscale, non hanno fatto altro che deteriorare le finanze pubbliche del Paese “che rimarranno più deboli in futuro rispetto a quanto ci aspettassimo nel 2017 quando abbiamo declassato il rating ad Aa2[2] continua il report dell’agenzia. Il Regno Unito si ritrova quindi una pagella negativa che richiama l’attenzione nel predisporre delle strategie politiche più efficaci nel medio-lungo periodo.

Un altro Stato che ha subito un aumento considerevole della spesa pubblica è la Francia. La nazione ha avuto un ottimo recupero nel terzo trimestre del 2020 una volta terminato il periodo di lockdown, ma non è sfuggita al giudizio negativo da parte dell’agenzia canadese DBRS. Il rating rimane comunque uno dei migliorigrazie all’economa ricca e diversificata e dalle condizioni favorevoli di finanziamento[3], tuttavia subisce un downgrade ad AA perché è previsto che il rapporto debito pubblico/PIL raggiungerà il 118% entro la fine del 2020 e sarà uno dei più alti confrontati con gli altri Paesi appartenenti a quella categoria di rating. Infatti “le metriche del credito non sono più allineate con la valutazione AAA[4] affermano gli analisti di DBRS, i quali sono però convinti che la politica della BCE e la gestione prudente del governo del debito pubblico possano mitigare i rischi a lungo termine associati ai titoli di Stato.

Fiducia anche all’Italia, il cui outlook da negativo diventa stabile nell’analisi di S&P. Un sospiro di sollievo per l’economia italiana visto che la previsione era quella di un downgrade da parte dell’agenzia americana che avrebbe potuto scegliere di allinearsi con il giudizio di Fitch e Moody’s ed inserire l’Italia nell’ultimo livello dei titoli medium-low investment grade, posizionando le obbligazioni italiane a ridosso dei titoli spazzatura. Contrariamente alla tendenza negativa espressa in aprile, la scelta di S&P è stata quella di confermare il rating BBB. Infatti, nonostante gli esperti ritengano che il PIL non tornerà ai livelli del 2019 almeno fino al 2023, le azioni previste dal governo e i fondi provenienti dall’UE sono delle opportunità per rilanciare la crescita economica e rafforzare i bilanci pubblici. Inoltre, a differenza del Regno Unito, l’Italia trae vantaggio dall’adesione all’Unione economica e monetaria, quindi l’agenzia si aspetta che la maggior parte del debito pubblico italiano, creato per fronteggiare le spese di quest’anno, sarà acquistato dalla BCE. In questo modo il governo potrà finanziarsi con tassi nominali dello 0,8% rispetto al 2,5% che è di solito usato come tasso medio di indebitamento[5]. In definitiva nel prossimo triennio l’Italia ridurrà il costo per il debito pubblico e lo renderà più sostenibile rispetto al 2019.

Rispetto all’operato del Governo italiano nell’ultimo semestre e sulle prospettive di crescita future si è espressa con un ulteriore report anche DBRS. L’agenzia canadese si è uniformata con il giudizio di S&P, infatti secondo gli analisti della società, l’economia italiana ha reagito efficacemente alle problematiche scaturite dopo lo scoppio della pandemia grazie all’introduzione di adeguate misure di sostegno. L’outlook sul rating del debito pubblico resta però negativo perché ci sono dubbi riguardo la reazione ad una seconda ondata di COVID-19. Con l’aumento dei contagi è probabile che siano inserite nuove restrizioni da parte del governo, le quali bloccherebbero ancora una volta la capacità produttiva del paese e ciò andrebbe ad impattare negativamente sullo scenario macroeconomico del Paese.

Nel prossimo mese l’Italia aspetta anche il giudizio di Fitch e Moody’s. Con il rapporto debito/PIL in costante aumento, la preoccupazione del Governo è quella di un taglio al merito creditizio da parte di queste società, che potrebbero posizionare le obbligazioni italiane nella categoria dei titoli speculativi. Ciò implicherebbe un calo drastico delle richieste d’acquisto per i bond sovrani provenienti dagli investitori istituzionali e dai fondi di pensione. Al momento questo rischio è stato scongiurato, ma saranno d’accordo anche le altre agenzie?

A cura di Manuel Laino

[1] Rating Action: Moody’s downgrades the UK’s ratings to Aa3, outlook stable 16 Oct 2020, pp. 1“Negative longterm structural dynamics have been exacerbated by the decision to leave the EU”

[2] Rating Action: Moody’s downgrades the UK’s ratings to Aa3, outlook stable 16 Oct 2020, pp. 1 “the rating agency’s view that economic growth will remain meaningfully weaker going forward than was expected when the rating was downgraded to Aa2 in September 2017”

[3] DBRS Morningstar Downgrades Republic of France to AA (high), Trend Changed to Stable, October 16, 2020, pp. 1. “France’s AA (high) ratings are underpinned by its wealthy and diversified economy, strong public institutions, and financing flexibility.”

[4] DBRS Morningstar Downgrades Republic of France to AA (high), Trend Changed to Stable, October 16, 2020 pp.1 “..causes the country’s credit metrics to no longer align with AAA ratings.”

[5] Research Update: Italy Outlook Revised To Stable From Negative; Ratings Affirmed At ‘BBB/A-2’ October 23, 2020, Standard&Poor’s, pp. 3. “In our view, that commitment means that the Italian government will be able to finance itself at nominal rates of about 0.8% on average this year compared with the 2.5% average borrowing rate on its existing debt stock.”

Fonti

Articoli BancaDati del Sole24 Ore:

Il Sole 24 Ore – Quotidiano, 28 marzo 2020, Agenzie di rating caute (per ora) su banche e debito sovrano di Alessandro Graziani

Il Sole 24 ore, 23 ottobre 2020, Rating, S&P consegna la pagella all’Italia di Morya Longo

Il Sole 24 ore, 18 ottobre 2020, Covid-19 e Brexit: Moody’s declassa il Regno Unito di Gianluca Di Donfrancesco

Articoli online:

https://www.ilsole24ore.com/art/da-fitch-sp-perche-il-giudizio-agenzie-rating-e-decisivo-AEzn2IWG
https://www.ilsole24ore.com/art/sp-conferma-rating-dell-italia-bbb-e-migliora-l-outlook-negativo-stabile-ADLmisx
https://www.milanofinanza.it/news/troppi-debiti-la-francia-perde-la-aaa-con-dbrs-mentre-moody-s-taglia-londra-il-23-ottobre-tocca-all-202010162247096046
https://www.milanofinanza.it/news/s-p-conferma-rating-italia-bbb-e-migliora-outlook-202010232228013989

Report delle agenzie:

https://i2.res.24o.it/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Embedded/Documenti/2020/10/24/RatingsDirect_ResearchUpdateItalyOutlookRevisedToStableFromNegativeRatingsAffirmedAtBBBA2_46271445_Oct-23-2020.pdf
https://www.dbrsmorningstar.com/research/369133/dbrs-morningstar-confirms-republic-of-italy-at-bbb-high-trend-remains-negative
https://www.dbrsmorningstar.com/research/368423/dbrs-morningstar-downgrades-republic-of-france-to-aa-high-trend-changed-to-stable
https://www.moodys.com/research/Moodys-downgrades-the-UKs-ratings-to-Aa3-outlook-stable–PR_434172
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