a cura di Alessandro Fusco
La stella Michelin, ormai simbolo riconoscibile ovunque e da tutti, e garanzia di qualità, innovazione e prestigio nel mondo della ristorazione, è un obiettivo al quale ambiscono tutti gli chef del mondo.
La sessantottesima guida del famoso libretto rosso Michelin ha decretato i nuovi ristoranti stellati del 2023. Molti cuochi in Italia e nel mondo hanno avuto la soddisfazione di un traguardo che vale tutta la fatica, l’impegno e la passione versati per arrivare a raggiungere la stella, le due stelle o, per pochi, il premio massimo e più ambito delle tre stelle.
Il libretto rosso Michelin nacque originariamente in Francia nella prima metà del ‘900, come una semplice guida per incoraggiare gli automobilisti a viaggiare, ma è gradualmente diventato la guida per eccellenza dell’alta cucina. Il direttore di Michelin Gwendal Poullenec afferma che il bel paese è un epicentro della gastronomia mondiale, in cui la qualità dei prodotti e l’innovazione nella ristorazione si fondono con l’importante cultura culinaria rendendola ‘meta storica’ per la gastronomia mondiale.
Dal 2023, l’Italia potrà vantare 335 ristoranti con una stella, 38 con 2 stelle e ben 12 ristoranti con 3 stelle, rendendola, dopo il Giappone e la Francia, il terzo paese con il maggior numero di ristoranti stellati.
La guida non assegna solamente le classiche tre stelle per l’eccellenza culinaria, ma da 2 anni, conferisce anche la stella verde come premio per i ristoranti più innovativi nella cucina sostenibile. Tra questi spiccano:
- Il concept restaurant ‘Mirto’, in un hotel a cinque stelle a Ischia, interamente vegetariano;
- ‘Contrada Bricconi’ ad Oltressenda Alta, che unisce perfettamente l’ambiente di un classico agriturismo con quello della ristorazione raffinata nel contesto di un borgo del 1400;
- ‘Ahimè’ a Bologna, che segue e mostra la sua filosofia del ‘farm-to-table’ anche grazie al loro bancone con vista sulla cucina, e la scelta di un design grezzo ma al contempo naturale.
Le vere ‘star’, tuttavia, sono stati i ristoranti neo-stellati e soprattutto quelli che hanno ottenuto più di una stella. Sono 4 in totale i ristoranti italiani che ne hanno ottenute 2: il ‘St. George’ di Heinz Beck a Taormina, la ‘Locanda del Sant’Uffizio’ in provincia d’Asti, e ‘Acquolina’ e ‘Enoteca la Torre’, entrambi a Roma.

‘Acquolina’ segue religiosamente e in maniera coerente una scelta di stile che rispecchia non solo la raffinatezza dei piatti scelti e dell’impiattamento in sé, ma anche il nome stesso, attenendosi fedelmente al tema del subacqueo.
‘Enoteca La Torre’, invece, si trova al centro di Roma, nella spettacolare ed elegante Villa Laetitia, una struttura dei primi anni del XX secolo. Nato dalla cura di Giulio Cesare Delettrez Fendi e Anna Fendi Venturini, è caratterizzata dal suo eclettismo stilistico, che fonde il barocco e il rinascimentale.
Ma, per il 2023, l’Italia ha ottenuto non solo 4 ristoranti bi-stellati in più, ma anche la riconferma di tutti i ristoranti 3 stelle con l’aggiunta di una nuova assegnazione ad Antonino Canavacciuolo e alla sua meravigliosa Villa Crespi.
La villa si trova nel novarese a Orta San Giulio, uno dei borghi più belli d’Italia. La struttura si trova vicino alle sponde dello splendido lago d’Orta, ed è stata costruita nel 1879 da un imprenditore tessile lombardo, che affascinato dai grandi palazzi del Medio Oriente, la ha voluta realizzare nel particolare stile moresco. La Villa in sé è di proprietà della grande associazione di alberghi e ristoranti di lusso Relais & Châteaux, che ha affidato la direzione del ristorante allo chef campano. Dal suo interno raffinato ma equilibrato, ai suoi piatti che offrono una completa esperienza sensoriale, alla villa che completa il tutto con il suo stile unico e spettacolare. Villa Crespi è certamente meritevole della sua fama e, ora, della terza stella Michelin, che la certifica come uno dei ristoranti migliori del pianeta.






